Chiedere di meno per avere di più
Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore. Affida al Signore la tua via, confida in lui ed egli agirà: farà brillare come luce la tua giustizia, il tuo diritto come il mezzogiorno (Sal 37,4-6).
Perché spreco così tanta energia nel cercare di dimostrare di avere ragione o a immaginare ogni scenario possibile pur di non farmi cogliere impreparato dalla vita? Perché, anche quando finalmente ottengo ciò che desideravo, la soddisfazione dura pochissimo? E se nessuno riconoscesse mai quanto sono stato ingiustamente giudicato, cosa dovrei fare?
Sono domande che nascono da un bisogno legittimo — essere compresi, avere un futuro sicuro, vedere riconosciuta la propria dignità — ma che, spesso, cerchiamo di soddisfare da soli: controllando tutto, argomentando, difendendoci, inseguendo desideri che promettono pace e, invece, lasciano vuoti. Il salmista propone un movimento diverso, non passivo ma profondamente attivo: cercare prima la gioia nel Signore e poi affidarGli la propria via, lasciando che sia Lui ad agire.
“Affidare” non è rassegnarsi. È il coraggio di smettere di portare da soli un peso che non ci appartiene: il giudizio degli altri, l’esito di ogni situazione, la prova continua della propria innocenza. Dal punto di vista psicologico, questo bisogno ossessivo di controllo nasce, spesso, da ferite antiche in cui ci siamo sentiti fraintesi o non protetti: da adulti continuiamo a combattere battaglie che, in realtà, non dovremmo più sostenere da soli.
Nessuno ha vissuto questo affidamento fino in fondo come Gesù. Nel Getsemani, davanti alla prova più ingiusta della storia, prega: «Non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22,42). Affida completamente la propria causa al Padre, senza difendersi e il Padre, tre giorni dopo, fa esattamente ciò che il Salmo promette: risuscitandolo, “fa brillare” la sua giustizia in modo che nessun’ombra potesse più oscurarla — non a mezzogiorno di un giorno qualsiasi, ma nella luce della Pasqua, per sempre.
Questo cambia il modo di vivere le nostre battaglie quotidiane. Guarire dal bisogno di controllare e di avere sempre ragione significa imparare a consegnare a Dio ciò che ci fa soffrire, fidandoci che Lui vede quello che noi non possiamo ancora vedere. Non dobbiamo dimostrare nulla: la nostra verità, affidata a Lui, troverà il suo momento per brillare — e nel frattempo il cuore, finalmente libero dal peso di difendersi da solo, potrà tornare a cercare ciò che conta davvero: la gioia di stare con Dio.